Ho creato questa pagina per raccontare cosa stiamo vivendo e cosa stiamo facendo per noi, per i nostri bambini e le loro famiglie.

Il 22 febbraio quando è giunta la notizia dell’ordine di chiusura di tutte le strutture educative, credo che pochi di noi abbiano compreso fino in fondo la gravità di ciò che stava accadendo. Solo quando la chiusura ha iniziato a coinvolgere altri settori, le restrizioni diventare sempre più severe e le notizie sanitarie allarmanti, abbiamo davvero iniziato a sentirci mancare l’aria. Chiusi nelle nostre case, tutte le nostre certezze sono crollate e sono state sostituite da preoccupazioni così grandi da toglierci il sonno: oltre a temere per il nostro lavoro, abbiamo iniziato a temere per la salute dei nostri cari. Per fortuna questo maledetto virus sembra voler bene ai nostri bambini, ma non è clemente con i nonni e con tutte quelle persone rese fragili da altre battaglie.

Io personalmente mi sono tuffata sul lavoro: arrivo alla sera stanchissima ma il tenermi impegnata mi permette di non pensare.

Come prima cosa, le educatrici e io abbiamo deciso di utilizzare questo tempo per crescere nel nostro lavoro, acquisire nuove competenze e soprattutto fare il possibile per non perdere il contatto con i nostri bambini che ci mancano tanto.

Il primo giorno che ci siamo trovate all’asilo per registrare un video da inviare ai bambini, tutte noi ci siamo sentite smarrite.. vedere l’asilo vuoto, senza le loro voci e i loro sorrisi sapendo che non erano in vacanza è sembrato surreale … ma eravamo convinte che sarebbe durato poco. Abbiamo pensato di metterci a disposizione delle famiglie: molte di noi hanno aperto le loro case per accogliere i bambini di tutti quei genitori che non potevano contare su una rete di aiuti e dovevano accollarsi il costo di babysitter magari sconosciute.

Ma poi è arrivato l’ordine di prolungamento chiusura e l’obbligo di non circolare se non per necessità: abbiamo quindi capito che dovevamo imparare a lavorare a distanza per cercare di mantenere vivo nei bambini il ricordo nostro, dell’asilo, della normalità, dei giochi con amici e compagni, … che ci permette di rimanere UNITI ANCHE SE LONTANI e di credere che presto tutto tornerà come prima. E quindi abbiamo cominciato a programmare e prendere pratica con un nuovo tipo di educazione, che utilizza strumenti tecnologici tanto demonizzati nella prima infanzia ma che in questo momento sono l’unico strumento che ci permette di arrivare nelle famiglie.

Nel frattempo, precisamente venerdì 4 marzo, mi sono recata in Comune per parlare con il Sindaco alla ricerca di risposte ma soprattutto di rassicurazioni, ma presto ho capito che dovevo creare un’alleanza con gli altri asili: quindi è iniziato un lavoro di ricerca contatti, di coordinamento, di condivisione e confronto e siamo arrivate a formare un gruppo di 50 asili che da soli accolgono un migliaio di famiglie nella provincia di Verona.

Insieme ci siamo rivolte ad avvocati, commercialisti e associazioni di categoria per scrivere lettere alle varie istituzioni.

Il nostro è un lavoro che facciamo per passione, anzi vorrei dire per vocazione, ma sempre con grande professionalità e rispetto per tutte le rigide norme imposte da regione e comuni per essere autorizzate e accreditate. In situazioni normali di gestione abbiamo dei margini di guadagno ridotti, quindi non abbiamo la possibilità di accantonare somme per far fronte a emergenze di questa portata. I nostri costi sono molto elevati e vengono suddivisi sulle rette mensili, ecco perchè quando un bambini si ritira in corso d’anno chiediamo un mantenimento posto: per avere il tempo di accogliere al suo posto un altro bambino e non andare in difficoltà con i costi. Ma veniamo al punto: ad oggi, il Governo non sta prendendo in considerazione la nostra attività e il valore del servizio che offriamo per il terzo settore e che se venisse a mancare i Comuni non potrebbero in alcun modo sopperire; le uniche misure del Decreto Cura Italia di cui possiamo godere sono quelle che ci riguardano in quanto microimprese:
– possibilità di accedere alla cassa integrazione
– possibilità di posticipare alcuni f24
– possibilità di sospendere il mutuo fino a settembre.
Ma non sono abbastanza: i costi che rimangono sono molto alti e riusciamo a coprirli solo se i genitori versano almeno la metà delle rette mensili. Il nostro obiettivo di queste settimane è stato quello di chiedere degli aiuti concreti allo Stato per poter garantire la riapertura dell’asilo senza dovere gravare sui genitori. Ecco perchè…

Abbiamo scritto lettere a tutti:

sindaci, parlamentari, assessori e persino a Conte.
Vi riporto parte del testo di una lettera che risale al 12 marzo:

consapevoli dell’emergenza sanitaria in primis e con tutto il rispetto della situazione drammatica che il nostro territorio sta attraversando, desideriamo e formalizziamo con estrema urgenza la richiesta di essere ascoltate...
… Nel nostro settore, in condizioni di normalità, i margini di reddito sono piuttosto ridotti e sostenere gli elevati costi fissi di gestione rinunciando a una o più mensilità diventa impossibile.

Ora che il nostro territorio è stato definito zona protetta, sembra che possiamo accedere alla cassa integrazione per coprire almeno il costo degli stipendi e chiedere la sospensione temporanea di mutui/finanziamenti/tasse, ma rimangono comunque elevati gli altri costi a cui dobbiamo e dovremo far fronte: ….
….. la maggior parte dei quali ci sono stati richiesti per offrire un servizio di qualità ed essere riconosciute come strutture sociali autorizzate dalla Regione Veneto…
…. Quando tutto sarà tornato alla normalità i genitori avranno bisogno degli asili, che rischieranno di non esserci più!
In assenza di associazioni realmente ed effettivamente rappresentative del nostro settore, in maniera unanime e congiunta e per le ragioni sopra descritte, ecco la nostra richiesta: prevedere un rimborso delle rette versate dai genitori a fronte di un servizio non usufruito o, in alternativa, prevedere un finanziamento straordinario rivolto agli asili che ci permetta di affrontare l’incertezza del futuro senza dover gravare sulle famiglie…
….. continuando ad offrire un servizio insostituibile per tutte le famiglie veronesi che noi in questo momento rappresentiamo e desideriamo tutelare.
Si informa che abbiamo ritenuto doveroso ricorrere anche ai mezzi di informazione non per creare polemica o malcontento ma per dar voce alla nostra descritta situazione di disagio e difficoltà e cercare di proteggere la nostra categoria, consapevoli del prezioso servizio che offre a tutta la comunità….

Ci siamo rivolte alla stampa:

Ci siamo rivolte ad associazioni di categoria

Riporto qui di seguito la lettera di Assonidi:

 Assonidi Prot. 10-2020 (2)

e l’articolo di Confcommercio sull’Arena:

Abbiamo dovuto “difenderci” dalla stampa

Vi sarà capitato di vedere il servizio di Striscia la Notizia dove Chiara Squaglia intervista Codacons che pubblicizza la possibilità di richiedere il rimborso di retta agli asili nido privati.

Tutte noi, titolari di tutta Italia, il giorno dopo abbiamo intasato la posta della redazione di Striscia con lettere di proteste. Io stessa ho scritto alla redazione e a Chiara Squaglia questa email:

Prima di mandare in onda dei servizi, sarebbe serietà vostra informarvi e approfondire le situazioni soprattutto quando si parla di questioni che riguardano i minori.
Vi rendete conto cosa avete fatto? La gravità di quello che avete affermato?
Lo sapete che gli asili privati sono strutture del terzo settore dove in situazioni di normalità i margini di guadagno sono minimi?
Lo sapete che esistono costi fissi a cui dobbiamo far fronte e che sono elevatissimi?
Tutte le strutture private hanno richiesto il pagamento intero della retta di marzo perché le rette negli asili vanno pagate in via anticipata entro i primi del mese. Ecco che al 5 marzo non si poteva prevedere quanto sarebbe durata la chiusura quindi è stato chiesto il pagamento anticipato per intero (come è consuetudine fare) per poi applicare degli sconti sul mese di aprile e fino a quando non si riprenderà l’attività.
Tutte noi titolari in questi giorni stiamo comunicando ai genitori i vari sconti ma ovviamente non possiamo permetterci di rimanere senza entrate. Molte di noi hanno scelto di scontare metà retta e tenendo in considerazione che i genitori possono usufruire del bonus nido, significa che al genitore viene chiesto meno di 100 euro mensili per mantenere il posto e sostenere la continuità di un servizio di cui avranno bisogno quando rientreranno al lavoro.
Senza contare che tutte noi titolari abbiamo promesso ai genitori che se il governo stanzierà degli aiuti a favore degli asili provvederemo a ulteriori rimborsi.
Cosa possiamo fare? Chiudere? Licenziare tutte le educatrici e sostituirle con stipendi a basso costo? Lo sapete che abbiamo a che fare con bambini che vanno tutelati e dove i punti di riferimento sono fondamentali?
Se gli asili chiuderanno dove finiranno questi bambini?
Sapete quanto costa una babysitter?
E per ultima cosa lo sapete che Codacons non è un’istituzione pubblica ma e un’associazione di categoria che sta approfittando della situazione per farsi pubblicità e chiedere 2,00 € ogni modulo scaricato?
Solo a verona ci sono circa 2000 bambini che frequentano asili o strutture private, vi rendete conto? ….

Anche le maestre hanno scritto e in segno di provocazione hanno allegato i loro curriculum.

Chiara Squaglia. sorprendentemente, ha risposto alla mia email chiedendomi di inviarle alcuni video/messaggio per un servizio di replica. Di fatto, nessun video di Verona è stato scelto, ma poco importa. Il servizio che ne è uscito è questo: https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/striscialanotizia/asili-nido-chiusi-il-dibattito-sul-pagamento-delle-rette-non-si-ferma_F309939901159C07

Cosa stiamo facendo ora.

Per l’asilo
La settimana scorsa ho aderito a un comitato nazionale, nato nella Lombardia, che si sta costituendo in modo ufficiale e si chiamerà EduChiAmo, e che si farà portavoce di migliaia di asili di tutta Italia nel chiedere aiuti alle istituzioni in favore dei servizi educativi e formativi privati.

Per voi genitori
Ci troviamo tutti noi in una situazione paradossale in cui ci si sente soli e spaesati anche se interconnessi con tutto il mondo.
Alcuni di voi genitori si trovano, tra i tanti problemi, anche il pensiero di come gestire il tempo a casa coi piccoli.
Noi educatrici ci sentiamo e ci confrontiamo tutti i giorni. Ci siamo interrogate sul COSA fare per aiutarvi ma soprattutto sul COME farlo. Pur essendo lontane fisicamente, grazie agli strumenti tecnologici, abbiamo deciso di attivare esperienze di cura a distanza: la lettura condivisa è una di queste occasioni come i suggerimenti di laboratori, attività ludiche, ricette per paste modellabili o esperimenti. Cerchiamo di non assillarvi e di inviarvi gli articoli poco per volta, perché di idee ne abbiamo tante e la voglia di fare non ci manca: il nostro intento è solo dimostrarvi che ci siamo. 
Abbiamo inoltre pensato che potrebbero tornarvi utili dei suggerimenti nell’organizzare le giornate dei bambini:

  1. cercate, se possibile, di mantenere le routine apprese all’asilo per consentire ai piccoli di vivere una certa stabilità;
  2. alimentate la lettura dai 20 minuti in su e non solo per il sonno (stiamo curando una pagina con suggerimenti di libri adatti alle varie fasce d’età);
  3. trovate dei momenti da dedicare all’arte: cercheremo di mandarvi alcuni suggerimenti ma sappiate che basta un foglio sul tavolo, a terra o appeso alla parete, qualsiasi tipo di colore (vegetale e non) steso con qualsiasi tipo di strumento (mano, polpastrello, piede, pennelli veri o finti, spugne, stoffa, foglie, timbri) e l’attività è organizzata;
  4. trovate dei momenti da dedicare alla creatività: con qualsiasi oggetto di recupero (scatole di cereali, cartoni, vaschette, bottiglie di latte, di shampoo ..) permettete ai bambini di dare sfogo alla loro creatività per realizzare giochi (case, castelli, parcheggi) e per sviluppare competenze di base (spaziali, temporali, sensoriali);
  5. ricavatevi dei momenti da dedicare alla musica, anche se stonati😉: cantare con i propri genitori rappresenta un ottimo esercizio per il linguaggio, per la respirazione ed il ritmo;
  6. in terrazzo, in giardino o sul balcone di casa, giocate al “Cosa è verde? Cosa è giallo?”….e poi magari leggete un libro di Tullet.
  7. preparate dei percorsi motori per casa utilizzando vari oggetti (trovate dei suggerimenti nella nostra pagina “Improvvisiamo qualche percorso psicomotorio…) per permettere loro di scaricare un pò di energie, sperimentando equilibrismi e capriole.
  8. chiedete ai piccoli di aiutare in casa: a partire da 2/3 anni i bambini possono aiutarvi a cucinare, dividere il bucato per colore, apparecchiare, spolverare e vi divertirete un sacco!
  9. per i genitori che hanno più figli, definite per ogni bambino uno spazio personale garantito: una mensola, una scatola, una cesta con i giochi del bambino.Vi aiuterà a gestire meglio eventuali conflitti (per la gestione dei conflitti vi consigliamo di leggere la pagina sui “Litigi dei bambini: una palestra per la vita”).

Non dimenticate che è molto importante anche concedere momenti del “nulla” lasciando il bambino libero di mettere in moto la sua fantasia.

Infine vi consigliamo la TERAPIA DEGLI ABBRACCI: arricchite ogni giornata di abbracci, baci, coccole, risate, … Stimolerete in voi e nei vostri bambini la produzione di endorfine, neurotrasmettitori che favoriscono il benessere e rafforzano il sistema immunitario, allontanando così stress, ansie e timori.

Infine un appello ai genitori dell’Asilo Il Paese dei Balocchi

Desidero rivolgermi a voi, genitori dei bambini frequentanti il nostro Centro Infanzia, a nome anche di tutte le maestre: stiamo tutti vivendo momenti difficili, alcuni di voi stanno rischiando il lavoro o la stabilità economica che prima avevano, ma tutto questo prima o poi finirà e torneremo quelli di prima, anzi migliori di prima.
Il vostro sostegno ci permette di non chiudere e assicurarvi l’asilo quando rientrerete al lavoro… e sono sicura che ognuno di voi sa quanto sia importante per i bambini poter ritrovare le proprie maestre e il proprio asilo, non solo aperto ma con le risorse per poter continuare a offrire il servizio di prima.
Vi chiedo di pazientare e di credere in noi: in questo momento l’evasione delle domande e dei rimborsi bonus da parte dell’Inps è rallentata ma sta funzionando regolarmente e la richiesta di aiuti che abbiamo mosso al Governo è in fase di verifica. Alcuni Comuni di Verona si stanno già muovendo e hanno predisposto dei rimborsi ai genitori delle rette versata ma ovviamente devono risultare i versamenti.
Siamo fiduciose che anche il nostro Comune e lo Stato stesso non potranno ignorarci: in soli tre giorni il Comitato EduChiAmo ha raccolto l’iscrizione di 5000 asili e immagino ne raccoglierà altrettante. Questo da un’idea dei numeri di quante famiglie verrebbero danneggiate in assenza di aiuti a favore dei servizi per la prima infanzia, strutture che curano quanto abbiamo di più prezioso al mondo: i nostri bambini.